Basilica del Pantheon

Celebrazioni

Sabato e pre-festivi: S. Messa alle ore 17,00

Domenica e festivi: S. Messa alle ore 10,30

 

Storia

Il luogo dove sorse il Pantheon fu scelto dall’Imperatore Ottaviano Augusto nel 27 a. C. per celebrare con attributi divini la “Gens Iulia” e la Roma imperiale ed era quello che la tradizione romana antica individuava come il luogo dell’apoteosi di Romolo, fondatore della città e suo primo Re. Dopo il grave incendio che lo aveva quasi distrutto, venne restaurato nella forma attuale dall’Imperatore Adriano nel 130 d. C. L’edificio è composto da una struttura circolare unita a un portico in colonne corinzie (otto frontali e due gruppi di quattro in seconda e terza fila) che sorreggono un frontone. La grande cella circolare, detta rotonda, è cinta da spesse pareti in muratura e da otto grandi piloni su cui è ripartito il peso della caratteristica cupola emisferica in calcestruzzo. La cupola ospita al suo apice un’apertura circolare detta oculo, che permette l’illuminazione dell’ambiente interno. L’altezza dell’edificio calcolata all’oculo è pari al diametro della rotonda, caratteristica che rispecchia i criteri classici di architettura equilibrata ed armoniosa. A quasi due millenni dalla sua costruzione, la cupola intradossata del Pantheon è ancora oggi una delle cupole più grandi di tutto il mondo, e nello specifico la più grande costruita in calcestruzzo non armato.

All’inizio del VII secolo il Pantheon fu donato dall’Imperatore Foca al Papa Bonifacio IV che lo convertì in chiesa cristiana in esecuzione dell’Editto di Costantinopoli. Fu intitolato a  Santa Maria ad Martyres o Santa Maria della Rotonda. Essere diventato una chiesa cristiana gli ha consentito di sopravvivere quasi integro alle spoliazioni inflitte nei secoli successivi agli edifici della Roma classica. Gode del rango di basilica minore ed è l’unica basilica di Roma, oltre alle quattro papali, ad avere ancora un proprio Capitolo di 18 Canonici, nominati dal Cardinale Vicario, e con un Preposto (l’Ordinario Militare per l’Italia). Gli abitanti di Roma lo chiamavano popolarmente la Rotonna (“la Rotonda”), da cui derivano anche il nome della piazza e della via antistanti.

Il Pantheon, affidato al Demanio italiano e direttamente gestito dal Ministero per i Beni culturali, Basilica tuttora dedicata al culto pubblico cattolico, nel 2017 ha fatto registrare oltre 8 milioni di visitatori, risultando così fra i luoghi più visitati in Italia. Rimane chiuso il 25 dicembre e l’1 gennaio.

Oggi

La Basilica del Pantheon dal 13 maggio 609 è stata ininterrottamente utilizzata per la lode di Dio, la preghiera personale e pubblica dei fedeli, la celebrazione domenicale dell’Eucaristia, la santificazione del popolo cristiano mediante i sacramenti.

Non è solo un monumento del passato. E’ ancora un luogo sacro a Dio, un luogo di raccoglimento e di ricerca. Durante la visita, tutti sono pertanto invitati a tenere un comportamento e un abbigliamento consono e a contribuire al silenzio e alla preghiera. Una semplice visita può così trasformarsi in un incontro particolare di grazia e un turista distratto può improvvisamente scoprirsi pellegrino, accompagnato dalla Vergine Maria, cui la Basilica è dedicata con il titolo di S. Maria dei Martiri.

La Basilica è stata, a partire dal Rinascimento, luogo privilegiato di incontro tra la fede e l’arte e ospita tuttora la Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon, che festeggia ogni anno il 19 marzo, solennità di S. Giuseppe, il ricordo della sua fondazione nel 1542 ad opera di Desiderio d’Adiutorio. Fra gli accademici furono annoverati artisti famosi, come Zuccari, Barozzi da Vignola, Beccafumi, Sangallo il Giovane, Canova, il musicista Corelli e il pittore Raffaello, che al Pantheon ha voluto essere sepolto. La Basilica resta anche oggi attenta alla problematica del dialogo fra arte e fede, per permettere anche agli uomini di oggi di dire Dio con il loro linguaggio artistico. Oltre alla consueta Rassegna Internazionale di Arte Sacra con cadenza annuale nel mese di ottobre, ospita vari concerti di musica sacra e si è di recente arricchita della Via Crucis in bronzo realizzata dallo scultore Federico Severino. La Via Crucis trova il suo completamento naturale nell’ambone (Cristo risorge fra le guardie dormienti) e nel nuovo altare in bronzo rivolto al popolo (la nuova Gerusalemme in festa attorno all’Agnello Immolato), dedicato il 13 maggio 2018, in coincidenza con il 1409° anniversario della Dedicazione del Pantheon, da Sua Ecc.za Mons. Angelo De Donatis, Vicario Generale di Roma, Delegato dal S. Padre, che lo ha successivamente creato Cardinale.

La Basilica ospita, oltre quelle di Raffaello e di Corelli, varie tombe di Cardinali e di uomini illustri, fra cui anche i due monumenti sepolcrali dei primi due Re italiani Vittorio Emanuele II e Umberto I (accanto al quale fu poi sepolta anche la moglie Margherita, prima Regina d’Italia). L’Istituto per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, che festeggia ogni anno a metà gennaio il proprio anniversario di fondazione, assicura con una certa regolarità la guardia d’onore alle due tombe.

Da turista a pellegrino

Every year millions of visitors come to the Pantheon and Basilica of Sancta Maria ad Martyres in Rome. These international tourists have multicultural identities. Carried along by the flow, they think they are seeing an ancient Roman monument without any modern relevance. Some visitors are not Christians; others don’t belong to any religion. Most people don’t realize that the Pantheon is now a Christian church. However, the Pantheon still possesses a contemporary life of its own and the Basilica of Sancta Maria ad Martyres resounds with hymns and songs to God. The Basilica remains a place of prayer and meditation. It is still a temple – and a simple visit can turn into an unexpected encounter.

Look up! Don’t just see, observe! Stone, sculptures, marble, a monumental dome, ancien light, space, and luminous stars. Became a pilgrim and rediscover who you are, what you love, what you hope for and desire, Search and let yourself be found. We are happy to be your travel companion.

Ogni anno milioni di visitatori entrano nella Basilica del Pantheon. Alcuni non sanno neppure che è una Chiesa cristiana. Alcuni non sono cristiani: Molti non sono neppure donne o uomini con una qualche fede religiosa. Sono turisti. Turisti dai mille volti, spesso distratti, quasi portati dal flusso delle altre persone e delle cose. Entrano per visitare un monumento di Roma antica, un monumento del passato che mantiene a stento un significato nel presente e solo nel campo della cultura, nel campo del sapere storico di ciò che è stato e non è più. Il Pantheon invece ha ancora una sua vita, parla al presente ed ha un futuro. Il Pantheon risuona ancora di canti e di inni a Dio. E’ ancora un luogo di raccoglimento e di ricerca, di domanda e di risposta, è ancora uno spazio sacro, un Tempio. Così, una semplice visita ad uno dei tanti musei e luoghi della storia, può aprirsi alla sorpresa di un incontro significativo che cambia la vita. E un semplice visitatore, un turista distratto, improvvisamente, può scoprirsi pellegrino. Il Pantheon è capace di questa sorpresa. Il Pantheon ti vuole pellegrino, non visitatore. Pellegrino dello spirito, protagonista di un viaggio che ti vede infine ritrovare ciò che sei e ciò che ami, ciò che speri e desideri, ciò che non sei disposto a perdere per sempre: la tua voglia di giustizia e di verità, un mondo di pace e di sicurezza, una storia di libertà e di felicità. Al Pantheon devi perciò alzare lo sguardo. Devi non soltanto vedere, ma osservare. Pietre, statue, marmi colorati, una cupola poderosa aperta al cielo, un disegno antico, vecchi enigmi di luce, di spazio, di astri luminosi…

Diventa pellegrino di te stesso. Cercati e ritrovati. Lasciati cercare e lasciati ritrovare. Il Pantheon ti è soltanto compagno e occasione di viaggio.